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Mango e Milkshake per Tutta la Notte in India

Fri Oct 23 2026 21:47:13 GMT+0800 (Malaysia Time) · By David Hardy
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Un saluto da Alleppey, nel sud dell’India!

Spero che stiate tutti bene e che la stagione intensa stia andando alla grande. Qui in India è stata un’altra settimana a pieno ritmo, praticamente senza dormire. Tra poco vi spiego il perché…

La settimana scorsa vi raccontavo di come ci fossimo ritrovati proprio nel bel mezzo delle storiche proteste degli scarafaggi e dell’incubo burocratico legato alle nuove normative UE che sta mettendo in difficoltà gli artigiani indiani. Se ve lo siete perso, potete recuperare qui.

Finalmente siamo arrivati in un posto tranquillo. Il nostro hotel si trova accanto alle backwaters del Kerala e sto cominciando a ricordare che suono abbia il silenzio. Ma l’India e il rumore… MAMMA MIA!! Finalmente un po’ di pace.

Dopo la fiera, abbiamo preso un volo per Ahmedabad, nel Gujarat, e poi siamo scesi in auto verso Khambhat, la città dei cristalli dell’India. I lettori più affezionati forse ricorderanno dove avevamo alloggiato in precedenza vicino a Khambhat: un motel piuttosto spartano lungo l’autostrada, completo di cimici dei letti, scarafaggi e misteriose macchie rosse sulle pareti. Il genere di posto in cui dormi vestito da capo a piedi e cerchi di non indagare troppo su quello che ti circonda. Questa volta, uno dei nostri fornitori di pietre semipreziose ci ha consigliato di soggiornare ad Anand, a circa 40 minuti di distanza, presso l’hotel «H». Ho controllato le recensioni. Erano negative. Molto negative.

Ma il nostro uomo ha insistito e, per fortuna, aveva ragione. Camere ampie e pulite, personale cordiale: un posto davvero delizioso. Attenzione alle recensioni negative false: in India sono piuttosto diffuse. Ci siamo congratulati con noi stessi per aver trovato finalmente un posto confortevole dove recuperare un po’ del sonno di cui avevamo tanto bisogno.

C’era solo un piccolo problema. Eravamo arrivati nel bel mezzo del Navratri, il grande festival del Gujarat dedicato alla musica e alla danza. Ora, quando dico danza, non intendo qualche persona che si concede due passetti tranquilli prima di andare a dormire. L’intera città sembrava vestita per un matrimonio. Abiti meravigliosi, intere famiglie in giro insieme, enormi gruppi di persone riuniti per ballare il Garba nelle strade e in apposite aree per le feste. Diverse di queste aree si trovavano, guarda caso, proprio vicino al nostro hotel. Molto vicino.

Verso le 22, la musica è partita sul serio. Immaginate una festa rave con il volume bloccato al massimo, accompagnata da laser e fuochi d’artificio a intervalli regolari. E una folla immensa.

TUTTA. LA. NOTTE.

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E ricordate che il Gujarat è uno Stato in cui gli alcolici sono vietati. Tutta questa gente si scatenava a suon di milkshake e succo di mango. Qualunque cosa ci mettano in quel succo di mango, merita sicuramente ulteriori indagini!

Lunedì, martedì, mercoledì… ogni sera del nostro soggiorno, la città dava il meglio di sé. Nel frattempo, avevamo incontri con fornitori di pietre semipreziose che, a quanto pare, avevano partecipato alle stesse feste, eppure riuscivano in qualche modo a presentarsi freschi e riposati, lucidi e pronti a fare affari.

Noi, invece, facevamo fatica persino a ricordare in quale tasca avessimo messo gli occhiali.

Nonostante tutto, tra uno sbadiglio e l’altro siamo riusciti a portare avanti un bel po’ di interessanti progetti legati alle pietre semipreziose. Khambhat ha qualcosa di speciale: le conoscenze, le competenze, le possibilità… è un posto che continua ad attirarci. La prossima volta, però, controllerò il calendario delle feste prima ancora di leggere le recensioni dell’hotel!

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Poi è arrivata la nostra piccola avventura alla ricerca di qualcosa da bere.

Il signor Chatterjee voleva comprare del whisky. Vicino all’hotel c’era un negozio di alcolici autorizzato, che serviva i clienti in possesso degli appositi permessi. Così Toni e io lo abbiamo accompagnato, pensando di approfittarne per comprare una birra.

Prima, però, dovevamo ottenere un permesso personale per il consumo di alcolici. Tre signori sedevano dietro una scrivania, occupandosi delle pratiche con una calma ponderata che lasciava intendere come nessuno fosse mai riuscito a mettergli fretta.

Ci hanno scattato delle fotografie. Abbiamo firmato dei documenti: ho contato dodici punti in cui mettere la firma. Poi, al momento opportuno, abbiamo dovuto sederci davanti a una videocamera e girare la testa da un lato all’altro. Da qualche parte, presumibilmente, qualcuno stava verificando che fossi davvero David e che avessi sul serio intenzione di bere una birra. Ma non sembrava andare avanti nulla.

Abbiamo fatto due chiacchiere con gli altri clienti, alcuni dei quali avevano passaporti americani: per lo più indiani che lavoravano nel settore tecnologico e che erano tornati a casa per le festività. Di tanto in tanto, il signore alla sinistra apriva la porta di un magazzino, rivelando allettanti pallet di birra, spariva all’interno e, dopo un po’, tornava con un sacchetto di carta marrone bello pieno. Tutto aveva un’aria meravigliosamente clandestina, considerando tutta la burocrazia ufficiale che c’era di mezzo.

A un certo punto, il mio entusiasmo per quella birra ha cominciato a svanire. «Va bene, ragazzi», ho detto a voce piuttosto alta. «Andiamo. Sto perdendo seriamente interesse per questa birra. Non ho proprio intenzione di aspettare ancora».

A quel punto, il terzo signore si è improvvisamente animato. Sospetto che avesse ballato tutta la notte. «Sì, signor David! Non vada via!» Sono volate alcune parole, il primo signore si è precipitato nel magazzino e, finalmente, sono comparsi il whisky e la birra. A quel punto avevo firmato abbastanza dichiarazioni da rendere assolutamente chiaro che si trattava di alcolici destinati al consumo personale, nella mia camera d’hotel. Ho pagato e ce ne siamo andati.

Toni ha commentato che la sua richiesta di mutuo aveva richiesto meno documenti.

Dopo Khambhat, siamo tornati in auto all’aeroporto di Ahmedabad e abbiamo salutato Toni. È stato un momento piuttosto emozionante. Dopo settimane trascorse a viaggiare, lavorare, sviluppare prodotti e sopravvivere insieme a qualche hotel discutibile, fa uno strano effetto quando il gruppo comincia a separarsi. Lui è volato a Mumbai e poi è ripartito per la Spagna. Noi, invece, abbiamo preso un volo verso sud, diretto a Kochi, per visitare alcune fabbriche di stuoie in fibra di cocco.

Ed eccoci qui, ad Alleppey, accanto alle backwaters. Finalmente un po’ di pace. Acqua, vegetazione, la possibilità di tirare il fiato… e, si spera, una notte in cui l’unica cosa a girare in tondo sia il ventilatore a soffitto.

La prossima settimana vi racconterò tutto di questo meraviglioso angolo dell’India.

Nel frattempo, a casa Halloween è ormai alle porte e Natale aspetta dietro le quinte. Spero che i vostri negozi siano pieni di clienti, che i preparativi procedano bene e che tra le offerte di questa settimana troviate qualcosa di utile.

Abbiate cura di voi!David's Signature_1 (1).png

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